Lectio Divina quattro gradini della scala spirituale - Parrocchia Santo Sepolcro Bagheria

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Lectio Divina quattro gradini della scala spirituale

Liturgia




La Lectio Divina è un modo di leggere la Scrittura che risale ai primi tempi del Cristianesimo. E’ l’occasione di sentire Dio e di fare la Sua volontà.  Ogni buon cristiano deve rendere  testimonianza della ricerca di Dio.  Dio ha parlato.  Tocca a noi ascoltare.  Nessun cattolico può rendere accessibile la parola di Dio se la sua vita non è una continua ricerca di rispondere personalmente a questa parola.











LE FASI DELLA LECTIO DIVINA





Consiste in una ripetuta lettura di un passo della  Scrittura al fine di  comprendere il senso  che l’autore originario intendeva comunicare ai suoi lettori o ascoltatori.
  Nella Lectio cerchiamo di capire il brano nel suo contesto originale storico, geografico, culturale.  Qual era lo scopo religioso che il suo autore aveva in mente?  Quando scrisse?  Dove?  In quali circostanze?  Come è stato ricevuto questo messaggio dai destinatari originari?  Cruciale per la  Lectio  è l’elemento religioso.  
Esso trascende infatti le circoscritte condizioni originarie nelle quali il testo ha visto la luce ed ha perciò una validità universale e durevole.  La rilettura continuata può aiutarci a comprendere questo elemento religioso.  Inoltre, tale rilettura ci può aiutare a collocare questo elemento nel contesto di tutta la Bibbia. 









Consiste in una riflessione sullo scopo ultimo del testo, l’elemento religioso originario dell’autore umano e divino. La meditazione è l’attualizzazione del testo entro l’orizzonte della nostra vita e realtà, sia personale che di comunità. Il brano è stato scritto per noi, perciò deve parlare a noi. Con la lettura abbiamo colto il significato del testo che è  ambientato in un tempo e in situazioni diverse dalle nostre, ma la fede ci dice cha ha qualcosa da dire a noi oggi. Nella Parola esiste un valore permanente che produce oggi la medesima conversione che operò in quel tempo. E’ importante porsi delle domande: che cosa dice il messaggio di questo testo per la mia, nostra situazione? Che cambiamento suggerisce a me, a noi, che vivo, viviamo questa realtà? Che cosa intende far crescere in me, in noi?












Nella prassi comunitaria della lectio divina un “tempo” importante è quello della collatio, che significa condivisione, compartecipazione, messa in comune  delle reazioni personali alla parola di Dio appena ascoltata e meditata. La collatio risponde all’esigenza, oggi molto viva, del coinvolgimento personale; suo fine è la reciproca fraterna educazione alla fede; l’esperienza attesta che essa dà luogo, non di rado, al comporsi di comunità spirituali.  Scrive Sant’Atanasio: “le Sacre Scritture bastano per il nostro ammaestramento, ma è bene che ci esortiamo reciprocamente alla fede e che ci edifichiamo con le parole”
. La collatio accresce le nostre conoscenze; infatti con le domande che vengono poste viene escluso  il dubbio, e mediante le obiezioni (chiarificate) viene dimostrata la verità spesso nascosta


 







Nella meditatio si chiarisce sempre più ciò che Dio, presente nella Parola, chiede a me, a noi. E quando questo è ben evidente appaiono anche chiaramente la nostra incapacità e la nostra povertà. E’ il momento dell’invocazione, della preghiera. Fino a questo grado era Dio che parlava attraverso la lettura e la meditazione. E’ giunto il momento di dare la nostra risposta e di esprimere davanti a Dio la reazione che la Parola ascoltata e meditata suscita in noi. Anche se tutto deve essere permeato di preghiera , all’interno della dinamica della Lectio Divina c’è un momento speciale proprio per la preghiera.  L’Oratio risponde alla domanda: “Che cosa mi fa dire il testo, che cosa ci fa dire, a Dio?”. L’atteggiamento di preghiera di fronte alla Parola di Dio deve essere come quello di Maria che risponde: “Si faccia di me secondo la tua Parola”









 La contemplazione è l’ultimo grado della Lectio Divina. Ne costituisce il punto di arrivo. Tuttavia, ogni volta che si giunge all’ultimo grado, questo diventa la base per un nuovo inizio. E così, attraverso un processo sempre rinnovato di lettura, meditazione, preghiera e contemplazione, cresciamo nella comprensione del senso e della forza della Parola di Dio. Con la contemplazione si comincia ad avere uno nuovo sguardo per osservare e valorizzare la vita, gli avvenimenti, la storia. E’ lo sguardo di Dio sul mondo che in questo modo si comunica e si diffonde. La contemplazione è l’atteggiamento di chi si immerge negli avvenimenti propri, della comunità e del mondo per scoprire e gustare in essi la presenza attiva e creativa della Parola di Dio, e oltre a ciò, si sforza di impegnarsi nel processo di trasformazione che questa Parola sta provocando all’interno della storia. La contemplazione non solo medita il messaggio, ma anche lo realizza, non solo ascolta, ma mette in pratica.




      
 
 
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